L'artiglieria israeliana avrebbe utilizzato munizioni al fosforo bianco questa mattina - 12 agosto - sulle alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, nel sud del Libano. A riferirlo è l'agenzia di stampa statale libanese Nna, che parla di un nuovo bombardamento dopo una notte segnata da attacchi e operazioni militari in diverse aree del Paese, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore lo scorso 17 giugno.Secondo l'esercito israeliano, nell'area interessata dalle operazioni si troverebbe una struttura sotterranea di Hezbollah, utilizzata come centro operativo della divisione Badr e dotata di gallerie di comando e depositi di armi, tra cui il tunnel denominato "Imad 4". Le forze israeliane avrebbero finora tentato senza successo di conquistare la zona.Non sarebbe la prima volta in cui Israele viene accusato di aver utilizzato armi al fosforo bianco, una sostanza incendiaria che, entrando in contatto con l'ossigeno, prende fuoco e può provocare ustioni profonde e gravi danni ai tessuti. Un'arma non del tutto vietata dal diritto internazionale, ma il cui utilizzo è illegale all'interno o nelle vicinanze di aree popolate. Lo scorso giugno il New York Times aveva documentato, attraverso immagini e video verificati, l'impiego della sostanza da parte dell'esercito israeliano nei pressi di aree abitate del Libano del Sud, riportando tra gli episodi analizzati anche un attacco avvenuto il 30 maggio nella zona di Nabatiye.Le nuove accuse arrivano mentre nel sud del Libano continuano raid e bombardamenti. Ieri, 11 agosto, un doppio attacco aereo israeliano ha provocato un morto e danneggiato un'ambulanza, secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale libanese e dal ministero della Salute. Nelle stesse ore, il Guardian ha raccolto le testimonianze di vigili del fuoco, residenti e ambientalisti che accusano Israele di provocare incendi nelle aree boschive e agricole attraverso droni e munizioni. È in questo quadro che si prepara un nuovo passaggio diplomatico. All'inizio di settembre Israele e Libano dovrebbero incontrarsi a Roma per un nuovo round di colloqui, come annunciato dal dipartimento di Stato americano. Un tentativo di riaprire il confronto mentre, sul terreno, gli attacchi proseguono a quasi due mesi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco.