LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Il Color Fest riaccende i motori. Dall’11 al 13 agosto, la Riviera dei Tramonti di Lamezia Terme ospita la XIV edizione di una tre giorni che fonde musica, arte e valorizzazione del paesaggio. Tra concerti dall’alba a notte fonda distribuiti su sei palchi, una line-up trasversale e iniziative partecipative tra pineta e spiaggia, il festival trasforma il Golfo di Sant’Eufemia in un laboratorio di condivisione e sperimentazione sonora.
Abbiamo fatto una chiacchierata con il direttore artistico Mirko Perri per scoprire cosa c’è dietro questo festival ormai punto di riferimento per il Sud Italia.
Perri, domanda secca: che cos’ha il Color Fest che gli altri festival non hanno?
«Credo che la cosa più difficile da costruire per un festival sia una comunità e noi, in questi anni, abbiamo avuto la fortuna di costruirla. Il Color Fest non è nato come un grande evento, è nato da un gruppo di persone che voleva smettere di partire dalla Calabria per andare a vedere gli artisti che amava. Da quella esigenza è nato un progetto che nel tempo è cresciuto, ma senza perdere quella dimensione umana. Oggi il pubblico non viene soltanto per vedere un concerto: viene per ritrovare persone, incontrarne di nuove, vivere un luogo, stare insieme. Questa per me è la vera differenza. Il Color è una comunità temporanea che ogni anno si ricompone e si allarga. E quando un festival riesce a generare questo senso di appartenenza, significa che ha costruito qualcosa che va oltre il programma musicale».








