Se sarà un campionato più competitivo come sostengono in molti lo scopriremo soltanto cammin facendo. Al momento, infatti, l’unica certezza è la confusione. Titoli sportivi venduti come fossero automobili di lusso (Brescia e Cremona, diventate rispettivamente Maxima e Spqr Roma), squadre estromesse a stagione in corso (Trapani): la Serie A di basket sta vivendo una vera a propria rivoluzione. Difficilissimo quindi ‘fare le carte’ ad una competizione che si regge su equilibri così fragili.
Milano parte con i gradi di campione d’Italia e resta la squadra da battere. Coach Poeta ha dovuto fare i conti con le partenze di veterani importanti (Shields, Brooks, LeDay), ma si è già mossa facendo tornare la guardia Devon Hall e puntando sulle ali Burnell (ex Brescia), Peters (Olympiacos), il play Thompson (ex Brindisi e Valencia) e strappando a Venezia RJ Cole: il giocatore più impattante degli ultimi playoff assieme ad Armoni Brooks.
Ha voltato pagina, invece, la Virtus che ha affidato la panchina allo spagnolo Mumbrù (ex Valencia), tagliando decisamente il budget: meno certezze (addio Pajola), ma comunque forze fresche con Frazier, Carr e Bello sugli esterni, mentre sul perimetro è stato aggiunto Moore Jr. Confermatissimo Momo Diouf assieme al veterano Hackett, gli italiani nuovi sono Baldasso e Casarin: due buoni innesti.







