Nuove accuse da Madrid all’Italia sulla sospensione di Schengen. Per la Spagna, l’atteggiamento del governo di Roma dopo la crisi di Ceuta «lungi dall’essere solidale come quello della stragrande maggioranza dei partner Ue», è stato dettato da «interessi di parte e logiche elettorali». Cresce comunque l’allarme per un possibile nuovo assalto nei prossimi giorni. Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha avvertito: «Chiunque entri in modo irregolare verrà rimpatriato». Bruxelles continua a mediare e assicura: «I controlli tra Italia e Spagna sono temporanei, la situazione tornerà alla normalità».
Sullo sfondo la decisione del governo italiano, dopo l’ingresso di massa a Ceuta di oltre 70.000 persone dal Marocco il 30 e 31 luglio, di sigillare le frontiere con controlli sulle navi e sugli aerei in arrivo dalla Spagna provocando la contro-decisione analoga di Madrid.
L’Italia mantiene per ora la linea dura
Roma per ora mantiene la linea dura, decisa a non cambiare decisione almeno fino a ferragosto. Giovedì 13 agosto il comitato Schengen ha convocato in audizione a San Macuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il quale ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a chiudere le frontiere con la Spagna e ad aprire il durissimo scontro diplomatico con Madrid. Una decisione che, però, ribadiscono dal Viminale, potrà essere revocata quando la minaccia rientrerà.











