Per anni gli utenti Linux hanno potuto usare ChatGPT quasi esclusivamente dal browser, mentre OpenAI sviluppava applicazioni desktop dedicate a macOS e Windows.

L’11 agosto 2026 la società ha però iniziato a distribuire in anteprima un client ufficiale per tale sistema operativo, rispondendo a una richiesta della community rimasta a lungo senza soluzione.

La prima versione è disponibile nei formati .deb e .rpm, con supporto indicato per Ubuntu, Debian e Fedora. L’arrivo non equivale tuttavia a una compatibilità completa con tutte le distribuzioni né a una piena parità funzionale con gli altri sistemi. L’applicazione punta infatti soprattutto sull’integrazione con Codex e sugli strumenti locali, ma alcune funzioni restano limitate o ancora assenti.

ChatGPT arriva su Linux con Codex

La novità non consiste soltanto nell’aprire il sito di ChatGPT in una finestra separata. Il nuovo client porta sul desktop Linux l’esperienza che riunisce Chat, Work e Codex, trasformando l’assistente da semplice interfaccia conversazionale in uno strumento capace di lavorare con file locali, repository e attività operative.