di
Carlos Passerini
Umiliato a Miami — interrogato undici ore e respinto dal Mondiale — l'arbitro somalo Omar Artan trova la rivincita in Supercoppa europea: la Uefa lo designa per Psg-Aston Villa, un altro chiaro schiaffo alla Fifa di Infantino
«Willkommen, Omar». A differenza dell'aeroporto di Miami, dove due mesi fa i funzionari della dogana americana lo respinsero dopo averlo interrogato per undici ore in una cella perché sospettato di essere vicino a organizzazioni terroristiche, negandogli il Mondiale per il quale era stato regolarmente designato dalla Fifa, a Salisburgo l'altro ieri l'arbitro somalo Artan è stato accolto con tutti gli onori. «Benvenuto, Omar».
E poi selfie, applausi, sorrisi: al suo arrivo in Austria, dove stasera alle 21 dirigerà la Supercoppa europea tra Psg e Aston Villa, ha di fatto già ottenuto la sua personalissima rivincita. Quello del 34enne di Mogadiscio è stato il primo dei molti casi politici che hanno infiammato il torneo americano: la Somalia è infatti uno dei Paesi sulla black list dell'amministrazione Trump. Il presidente della Fifa, Infantino, spiegò di non poter fare nulla.








