Dal suo primo giorno trascorso fra gli hangar, coinciso con “la Notte dei Bozzetti” che simbolicamente è il palpito di un nuovo Carnevale, è tornato a casa con una generosa spolverata di porporina sulla giacca (effetto speciale della presentazione del carro di Bertozzi), un coriandolo nel taschino (volato insieme al messaggio di pace lanciato dai Cinquini), e la meraviglia per aver visto "una comunità così unita intorno ad una grande manifestazione culturale". Non si aspettava così tante persone, in pieno agosto, riunite nel cuore di un grande “cantiere“, per scoprire le suggestioni di cartapesta; ma col tempo il neo presidente della Fondazione Riccardo Maria Monti, manager napoletano con trent’anni di esperienza in cinquanta Paesi del mondo, scoprirà che questa festa, a Viareggio, vive oltre il suo tempo. Che la Cittadella, oltre a un laboratorio d’arte, è una casa comune; e che, oltre ad un’impresa con un bilancio da 5milioni, dovrà guidare (nel futuro) una storia. Fatta di arte e sentimento. Nel frattempo si è già innamorato, "Sono bastate 24 ore per diventare pazzo del Carnevale".

Presidente, “24 ore per innamorarsi”. Potrebbe essere uno slogan pubblicitario per il Carnevale. "È più che uno slogan, è la verità. In passato sono stato al Carnevale, ma mai mi era capitato di immergermi così a fondo. Gli hangar sono un mondo a parte, i carri hanno una profondità di pensiero, una capacità narrativa e un’apertura culturale enorme. E poi c’è la città, che è il cuore di questo evento".