Francesco Dinacci, Pasquale Esposito, Antonio Marciano

Girandola di nomine alla Settima e Nona Municipalità, tutte in casa Pd. Tensioni fra le correnti Dem.

Per qualcuno nel Pd partenopeo chiamarla «crisi» è troppo. Forse l'appellativo «ferragostana» aiuta a ridurre il peso di decisioni e sfoghi che, tuttavia, non sono certo sintomi di una situazione tranquilla nel Partito Democratico di Napoli. L'effetto domino è stato innescato, lo scorso 31 luglio, alla Municipalità 6 (Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio), dove il presidente Sandro Fucito (Sinistra) ha rotto con la maggioranza del sindaco Manfredi, Pd compreso, nominando il fratello dell'ex sindaco Luigi De Magistris, Claudio, nella giunta di quartiere. Una volta rotto il primo uovo nel paniere municipale, ad arrivare alla frittata è un attimo.

Negli ultimi giorni un doppio mini-rimpasto, alla Municipalità 7 (Secondigliano, Miano, San Pietro a Patierno) e alla Municipalità 9 (Pianura-Soccavo) ha innescato malumori e veleni nei Dem napoletani. Ma andiamo con ordine. Alla settima il presidente Antonio Troiano ha formalizzato l'ingresso in giunta di Fabio Russo. Quest'ultimo, vicino all'area del vicepresidente della giunta regionale Mario Casillo, è esponente del Pd di Soccavo, tutt'altra zona rispetto a Miano. Russo è dello stesso territorio di Tommaso Nugnes, subentrato consigliere comunale al posto di Salvatore Madonna (sempre fedelissimo di Casillo), eletto consigliere regionale Pd. E proprio alla Municipalità 9 il presidente Andrea Saggiomo ha sì coperto il posto lasciato vacante dal Dem ma ha anche revocato dalla vicepresidenza Enza Varchetta, sostituendola con Giorgio Birra. Una girandola fra democratici, giocata nel rapporto tra le aree di Casillo e della consigliera regionale Bruna Fiola. Il tutto, senza passare per la segreteria di via Santa Brigida.