Un anno fa, a Udine, il Paris Saint-Germain vinse la Supercoppa europea battendo il Tottenham ai tiri di rigore. Avrebbe trionfato alla stessa maniera, nei mesi successivi, anche nella Coppa Intercontinentale contro il Flamengo, nel Trophée des champions (la Supercoppa francese) contro il Marsiglia e, per completare il filotto, anche nella finale di Champions con l’Arsenal, lo scorso 30 maggio a Budapest. Proprio quest’ultimo trionfo di rigore, la seconda Champions consecutiva, consente ai francesi di tornare in campo per la Supercoppa questa sera, martedì 12 agosto, a Salisburgo e ancora contro un’avversaria inglese, l’Aston Villa, vincitore dell’ultima Europa League.

Comincerà, con il fischio d’inizio della Supercoppa (squadre in campo alle 21, previsti appunto i rigori in caso di parità dopo 90 minuti), anche la decima stagione da quando il calcio europeo ha capito cos’era diventato il Psg. 3 agosto 2017, nove anni fa: fu allora che la potenza di fuoco economica del club foraggiato da Qatar sports investments, sino a quel punto solo intuita, deflagrò in tutta la sua nettezza, pagando al Barcellona i 222 milioni di euro necessari per attivare la clausola di rescissione unilaterale prevista nel contratto del brasiliano Neymar, al quale il club finanziato dal fondo sovrano degli Al-Thani fece firmare un contratto da 150 milioni netti in cinque anni.