Neonato morto a Careggi due giorni dopo il parto. Risarcimento da circa 500mila euro ai due genitori. A deciderlo il tribunale di Firenze, quarta sezione civile.

Il decesso del piccolo risale a ottobre 2017: la notizia ebbe molto risalto, e la procura di Firenze aprì un fascicolo d’inchiesta dopo la denuncia del padre alla polizia. Secondo quando si legge nelle carte del processo, le cause della morte sono riconducibili a una "coagulazione intravascolare disseminata instaurata nell’ambito di un grave quadro ipossico-ischemico" insorto durante il travaglio di parto.

Poteva essere evitato? Per il collegio peritale, il cuore della vicenda è il rilievo della frequenza cardiaca materna invece di quella fetale. Per questo, infatti, viene "riconosciuta la responsabilità dei medici di Careggi nella causazione del decesso del neonato, per non aver omesso di adottare adeguati strumenti di monitoraggio, onde distinguere il battito materno da quello fetale, evitando artefatti: responsabilità diretta per violazione degli obblighi derivanti dal contratto di spedalità". In più, si legge ancora, "non risulta che il personale fosse adeguatamente formato al fine di riconoscere gli artefatti che eventualmente si potessero presentare nè che l’ospedale disponesse di protocolli interni alternativi per sopperire alla mancanza del doppio trasduttore". Da qui la condanna al maxi risarcimento.