Coppa Italia.12 agosto 2026 alle 00:38Tra gli ex anche gli attaccanti Cerri e Capello più Bucchi, oggi allenatore dei toscani
Un ritorno speciale venerdì alla Domus con la maglia dell’Arezzo, in occasione della Coppa Italia. Era il 1° luglio 2016 quando all’aeroporto di Elmas sbarcava il primo moldavo nella storia del Cagliari. E anche della Serie A. Perché nessuno prima di Artur Ionita aveva portato quella bandiera all’interno del calcio italiano e, a maggior ragione, fra le pagine della storia rossoblù. Il suo fu un acquisto di quelli importanti, quasi a sorpresa: in quell’estate, dopo due anni da protagonista a Verona impreziositi da 6 gol, il centrocampista di Chişinău era finito nella lista dei desideri di mezza Serie A e di niente meno che Fiorentina e Napoli. Ma alla fine vinse il Cagliari. Un investimento di 4 milioni e mezzo e un’altra chiara dichiarazione di intenti per prepararsi all’immediato ritorno in Serie A, in quello che poi divenne anche l’anno del famoso record di punti di Massimo Rastelli.
L’ascesa rossoblù
Alla prima stagione sull’Isola, Ionita trovò un infortunio al polpaccio come imprevisto che assottigliò le sue presenze, “solo” 18 in Serie A all’interno di quel 4-3-1-2 in cui Fabio Pisacane era jolly difensivo. Un po’ terzino, un po’ centrale. E adesso allenatore, che tra due giorni vorrà battere i suoi ex compagni: l’incrocio di Coppa Italia tra Cagliari e Arezzo offrirà a Ionita l’opportunità di tornare davanti a un pubblico che lo ha conosciuto per 4 stagioni. E chissà se il primo moldavo nella storia del Cagliari e del calcio italiano, se la sarebbe immaginata così la sua avventura in Sardegna. Con 132 presenze totali, tante da fare del rossoblù la seconda maglia più indossata in carriera, e con la Serie A vissuta da stakanovista. Tra il 2017 e il 2019 fu addirittura il giocatore del Cagliari con più partite giocate nell’intera rosa. Mettendo nel curriculum anche qualche serata esaltante. Come quella rimonta contro la Roma, avviata da un suo gol e completata dal fologorante contropiede di Sau, in nove contro undici: 2-2.








