L’articolo. 12 agosto 2026 alle 00:43
L’Aula ha deciso di lasciare all’ultimo una delle norme più importanti: istruzione e cultura. La mole di risorse impegnate su questo fronte è notevole, e i progetti molto ambiziosi. Tra gli altri, quelli di rendere gratuiti gli asili nido e soprattutto il diritto allo studio universitario. Il tutto con emendamenti ad hoc.
I nidi: in questo caso l’emendamento a prima firma di Roberto Deriu (Pd) autorizza la spesa di venti milioni di euro a favore dei Comuni per gli anni 2027 e 2028. Obiettivo immediato, abbattere la retta per la frequentazione «in nidi o micro nidi pubblici o privati, diretti o convenzionati». Ma lo scopo vero dell’intervento – scrivono i presentatori nella relazione al correttivo – è la sua «funzionalità alla priorità strategica di sostenere la genitorialità e garantire il diritto universale all’accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia su tutto il territorio regionale». D’altra parte, «la misura si giustifica in ragione della necessità di invertire il trend negativo che investe le nascite». E poi, ovviamente, risponde all’esigenza di azzerare alla radice «uno dei principali ostacoli economici che gravano sui bilanci delle famiglie». Come si fa a rendere gratis le università? Il Pd e la maggioranza hanno le idee chiare. Basta investire tredici milioni all’anno per abbattere le tasse. Ma non è l’unico modo: ventuno milioni di euro all’anno saranno destinati agli Ersu di Cagliari e Sassari per il sostegno al diritto allo studio. Ulteriori 6,2 milioni all’anno sempre agli Ersu delle due città per l’offerta abitativa. In totale, tra nidi e università, saranno impiegati oltre 160 milioni di euro.







