Matrimoni annullati e dirottati altrove, messe celebrate nelle piazze e davanti alla chiese danneggiate, sacerdoti che confessano i fedeli per strada, appartandosi nei vicoli o davanti ai negozi chiusi per trovare un minimo di riservatezza. Il sisma ha colpito anche l'intera comunità cattolica, costretta a fare i conti con i danni subiti dalle chiese, che per alcuni sono stati ingenti. Ad oggi gli edifici resi inagibili sono 13, mentre solo 7 restano aperte in tutta la città. La speranza Nel perimetro che comprende il centro storico, via Napoli e l'intera parte alta di Pozzuoli tutte le chiese sono state chiuse per motivi di sicurezza a seguito di danni lievi e meno lievi: Santa Maria delle Grazie nella piazza della Repubblica, Santa Maria della Purificazione, San Marco, San Raffaele, San Gennaro, Santa Maria Annunziata, San Giuseppe, San Vincenzo Ferrer, Sacro Cuore ai Gerolomini e il Tempio-Duomo al Rione Terra. Tre invece erano già state chiuse dopo le precedenti crisi sismiche: l'Assunta alla Darsena, Santa Maria della Consolazione e San Francesco D'Assisi e Sant'Antonio da Padova. Fuori uso anche la chiesa di San Luca e Santi Eutiche e Acuzio ad Arco Felice, restano in funzione solo 7 chiese nei quartieri di Monterusciello, Licola e Toiano dove sono stati dirottati matrimoni e battesimi.