Il Friuli Venezia Giulia nella morsa degli incendi. Dal Carso alla Carnia, dalla Val Tramontina alle montagne del Tarvisiano, squadre a terra di vigili del fuoco, Corpo forestale regionale e Protezione civile, con l'ausilio di elicotteri e canadair combattono una sequenza di roghi che da settimane mette sotto pressione l'intero sistema regionale. L'aggiornamento a ieri (11 agosto) dava oltre una quindicina di fronti tra incendi boschivi attivi, aree in bonifica e zone ancora sotto monitoraggio. «Difficile pensare di essere al cospetto di una catena di casi isolati», dice in una nota Anna Maria Cisint, parlamentare europea e vicesegretaria della Lega in Fvg. «Gli incendi che bruciano e inceneriscono il nostro territorio non possono essere affrontati uno alla volta, ogni volta come una nuova emergenza: serve una strategia permanente di prevenzione». E ha proposto un tavolo stabile tra istituzioni e strutture operative.
I luoghi L'ultimo focolaio in ordine di tempo nel pomeriggio sul Carso, nel comune di Sagrado (Gorizia) tra Poggio Terza Armata e San Michele del Carso mentre uno dei punti più delicati resta quello tra Monfalcone (Gorizia) e San Giovanni di Duino (Trieste), dove dal pomeriggio di sabato 8 agosto è attivo un incendio d'interfaccia. Sulla Statale 14 rimane operativo il Posto di comando avanzato dei pompieri. All'alba i droni del Nucleo regionale Sapr hanno mappato l'area individuando i punti caldi sui quali si sono poi concentrati i lanci degli elicotteri. Nella notte gli artificieri hanno inoltre messo in sicurezza un sospetto ordigno bellico, mentre a San Canzian d'Isonzo (Gorizia) è stato spento un ulteriore incendio di sterpaglie. Un grande lavoro interforze grazie al sistema di coordinamento regionale che ha funzionato nel modo migliore, con una grande capacità di reazione di tutti gli uomini in campo, come ha ricordato nei giorni scorsi l'assessore regionale alla protezione civile Riccardo Riccardi durante una serie di sopralluoghi. In provincia di Udine la situazione più impegnativa resta sul Monte Palavierte, sopra Illegio di Tolmezzo, dove elicottero regionale e canadair hanno sensibilmente ridotto le fiamme. Sul Monte Amariana, ad Amaro, si è invece passati alla bonifica. Restano sotto monitoraggio altri fronti tra Tarvisiano, Cavazzo Carnico, Trasaghis e Verzegnis. Nel Pordenonese l'attenzione è concentrata soprattutto sulla Val Tramontina; sono stati spenti i roghi del Monte Valcalda, di Tridis e Palcoda. Restano sotto controllo Canal Piccolo e Canal Grande di Meduna, mentre mezzi aerei e squadre a terra sono impegnati sul Monte Naiarda e nel Canal di Cuna per le riprese delle fiamme.I numeri Tra gennaio e i primi giorni di agosto i vigili del fuoco avevano già effettuato 379 interventi per incendi di boschi, sterpaglie e colture: 207 in provincia di Udine, 90 a Pordenone, 45 a Trieste e 37 a Gorizia. Un numero già superiore ai 340 interventi registrati nell'intero 2025. Il 13 luglio la Regione ha dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio. Sul Carso, per alcuni episodi come quello tra Padriciano e Gropada, è stata presa in considerazione anche l'ipotesi di un'origine dolosa, senza che siano state finora accertate responsabilità. A Gorizia il sindaco Rodolfo Ziberna ha firmato un'ordinanza che estende i divieti anche a parchi, giardini, aree verdi e terreni agricoli. Stretta anche sulla costa come a Lignano Sabbiadoro dove è stata emessa un'ordinanza che vieta nelle aree a rischio grigliate, accensione di fuochi e lancio di lanterne cinesi.












