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È iniziato il processo di acquisizione della compagnia aerea low cost britannica EasyJet da parte della società d’investimento statunitense Apollo. Mancano ancora dei passaggi e ci vorrà del tempo, ma la possibilità che l’operazione vada a buon fine è molto concreta: dovrebbe concludersi a inizio 2027. Nel documento in cui ufficializza la sua offerta agli azionisti, cioè chi detiene quote della società, Apollo ha dichiarato di voler accelerare diversi progetti già avviati da EasyJet, che hanno tutti più o meno lo stesso obiettivo: abbandonare in parte l’organizzazione e l’immagine di compagnia low cost, e diventare più simile a una compagnia tradizionale.

Apollo è una società di private equity: raccoglie cioè fondi da investitori privati e li investe in azioni di società che non sono quotate in borsa o che, come in questo caso, vengono tolte dalla borsa a seguito dell’investimento. L’obiettivo di una società come Apollo è rendere l’azienda più profittevole, in modo da poterla rivendere tra qualche anno a un prezzo maggiore di quello a cui l’ha comprata.

Apollo ha considerato l’investimento in EasyJet un buon affare. È del resto una delle più grandi e note compagnie aeree europee, gestisce quasi un decimo dei passeggeri sui voli in Europa, e Apollo si è impegnato a comprarla a un prezzo tutto sommato conveniente: nonostante i buoni risultati economici degli ultimi anni il prezzo delle sue azioni è ancora la metà rispetto a prima della pandemia. È successo in parte a causa dell’aumento di competitività nel settore, e in parte a causa della volatilità dei prezzi dei carburanti, diventata particolarmente problematica dall’inizio della guerra in Medio Oriente, a febbraio di quest’anno.