Assegnare il Premio Nobel per la Pace ai bambini della Striscia di Gaza. A loro che continuano a morire anche dopo il cessate il fuoco di ottobre: uno al giorno secondo l’Unicef, nonostante l’accordo per la sospensione delle operazioni militari. E che negli ultimi tre anni sono stati privati del cibo, delle medicine, della scuola, della spensieratezza dell’infanzia. La proposta arriva dalle colonne del quotidiano Avvenire, su iniziativa del professore di Filosofia Eugenio Mazzarella, e ha incassato già centinaia di adesioni della società civile (per dare il proprio supporto scrivere a petizione.gaza@avvenire.it), tra cui Massimo Cacciari, Francesca Izzo e Luigi Manconi, e di diversi esponenti di partito, al momento tutti di area centrosinistra.
Tra i prime a sottoscrivere l’appello, c’è la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Aderisco all’appello per assegnare il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, per mancanza di pace”, scrive in una nota spiegando che “nonostante la tregua a Gaza si continua a morire: sotto le armi dell’esercito israeliano e i crimini di Netanyahu, ma pure di mancanza di cibo, acqua e medicine. Non sono mai arrivati tutti gli aiuti umanitari necessari ai palestinesi e la fame viene usata come arma di guerra, aggiungendo atrocità ad atrocità. Quella tregua non sta diventando una pace, e i bambini stanno pagando un prezzo altissimo. Non dobbiamo far cadere il silenzio su Gaza e sulla situazione drammatica dei minori”.










