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Le temperature ampiamente sopra la media stagionale e la scarsità di pioggia hanno favorito sul Po la proliferazione di alghe, di piante acquatiche e anche di alcune specie invasive che hanno ricoperto ampi tratti di fiume e creato disagi soprattutto a Torino, che è attraversata dal Po per circa 9 chilometri. In molti punti il fiume è diventato una distesa densa e verde: in estate non è una novità, ma quest’anno è successo prima del solito, già tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, e in modo massiccio. Per ora le soluzioni adottate sono state insufficienti.
Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Piemonte, a giugno del 2026 le precipitazioni medie sul bacino del Po sono state pari a circa 62 millimetri, il 36 per cento in meno rispetto alla media mensile registrata tra il 1991 e il 2020. A luglio è andata peggio: sono caduti mediamente circa 33 millimetri di pioggia, il 54 per cento in meno rispetto alla media 1991-2020. La tendenza si era già vista ampiamente ad aprile e maggio, quando è stata registrata una diminuzione delle piogge rispettivamente del 56 e del 44 per cento.
Il livello dell’acqua più basso, le temperature più elevate e la riduzione della corrente – che a sua volta favorisce il riscaldamento dello strato d’acqua più superficiale – creano un ambiente perfetto per la proliferazione delle piante, facilitata poi dagli scarichi e dai residui agricoli provenienti da monte, che agiscono da fertilizzante.














