A Roma, nel parco di Colle Oppio, dallo scorso giugno si può giocare a curling. Sono state installate tre strutture in plastica su cui è possibile lanciare le stone e ricevere consigli da istruttori specializzati; rimarranno lì fino almeno alla metà di settembre. Ne ha scritto di recente il New York Times, che l’ha descritta come un’attività curiosa da fare mentre si guarda da vicino il Colosseo.

Le tre piste da curling sono state messe lì dalla FISG (la federazione italiana degli sport del ghiaccio) e da Sport e Salute, azienda pubblica che si occupa dello sviluppo dello sport e il cui azionista unico è il ministero dell’Economia. A Colle Oppio non c’è ghiaccio, e le stone pesano circa un decimo di quelle ufficiali, ma l’obiettivo ultimo è «far innamorare i romani» del curling e «porre le basi per la costruzione di un impianto di curling vero e proprio», ha detto al Post il presidente della FISG Andrea Gios.

Il curling è uno sport molto particolare, vagamente simile alle bocce (ma su ghiaccio) e in Italia praticato costantemente da poche centinaia di persone. Torna però di moda ogni quattro anni, in occasione delle Olimpiadi invernali, anche perché l’Italia ha due giocatori molto forti, Stefania Constantini e Amos Mosaner. La finale per la medaglia d’oro che nel 2022 giocarono Constantini e Mosaner fu vista da quasi 3 milioni di persone in Italia.