"Controlli sui servizi per evitare errori"

Aldo Torchiaro

Powered by

Sessanta persone si sarebbero riunite via Zoom per trovare una via d’uscita all’impasse di Report. Non sono gli «odiosi pretoriani della censura» che, secondo la narrazione di queste ore, vorrebbero mettere il bavaglio al programma. Sono i giornalisti, gli inviati, gli autori, i filmmaker, i montatori e gli altri professionisti che lavorano a Report. E il documento uscito da quella riunione è molto più interessante della dichiarazione di solidarietà che lo ha accompagnato. Perché, letto attentamente, non è soltanto un documento di sostegno a Sigfrido Ranucci. È una proposta per cambiare radicalmente il modo in cui il potere viene esercitato dentro Report. Ranucci può anche restare al suo posto, ma non deve più esercitare il potere come prima. È, in sostanza, una forma di commissariamento dal basso. Tra chi tiene alto il vessillo puro e duro di Report, l’ineffabile Giorgio Mottola. Sarebbe proprio lui, secondo nostre fonti, il primo propugnatore del progetto di commissariare Ranucci. Ed è a lui, capo dei «traditori», che il vicedirettore ad personam di Rai Tre avrebbe indirizzato strali poco poetici nel contesto di una mail dura, amara e sonoramente esplicita che Ranucci avrebbe indirizzato alla sua redazione.