Fano (Pesaro e Urbino) martedì 11 agosto 2026 – Era nato nel 2021, in pieno Covid, dall’idea di quattro ragazze poco più che ventenni che volevano restituire ai giovani uno spazio nel quale esprimersi attraverso l’arte. Cinque edizioni dopo il SayFest cambia dimensione: parte da Fano, dove affonda le proprie radici, e mette insieme anche Pesaro e Urbino in quattro giornate dedicate a teatro, poesia e musica. Dal 20 al 23 agosto i tre capoluoghi culturali della provincia diventeranno così il palcoscenico di 69 giovani artisti provenienti da 11 regioni italiane. Una crescita che gli organizzatori hanno raccontato questa mattina nella sede della Regione Marche, dove è stata presentata l’edizione 2026. Il nome stesso racchiude la filosofia della manifestazione: SayFest viene dall’inglese to say, “dire”. Al centro c’è dunque la parola, declinata attraverso la recitazione, la poesia e la musica, e soprattutto la possibilità per una nuova generazione di autori e interpreti di trovare un luogo nel quale farsi ascoltare. Il festival è organizzato da EXNOVO ETS insieme allo staff storico.
Sessantanove artisti da tutta Italia
I numeri raccontano bene il salto compiuto dalla manifestazione. La call nazionale ha raccolto adesioni da 11 regioni, con 27 partecipanti marchigiani, ma candidature sono arrivate anche da Lazio, Emilia-Romagna, Campania, Sicilia, Lombardia, Molise, Piemonte, Toscana, Puglia e Veneto. L'età va dai 16 ai 35 anni, con una media di appena 27. Sono 22 i concorrenti del teatro, tra singoli e collettivi, 22 quelli della poesia e 15 quelli della musica, mentre sei artisti hanno deciso di cimentarsi in due diverse categorie. Da questa platea sono stati selezionati gli otto finalisti per ciascuna sezione. "SayFest nasce da un'idea, da una speranza, maturata in un periodo di chiusura, il Covid, quando l'arte si faceva online e mancava l'esperienza emozionale che solo la presenza fisica sa dare", ha ricordato la direttrice Martina Broccoli, che aveva vent'anni quando il progetto prese forma insieme a Veronica Orciari, Selene Chersicla e Clarissa Vichi. E rivendica un elemento particolare: non è soltanto un festival per gli under 35, ma un progetto costruito e gestito in larga parte proprio dai giovani. "I giovani non devono solo essere chiamati al tavolo delle decisioni, ma essere messi nelle condizioni di poterlo gestire. I giovani non sono solo il futuro: siamo il nostro presente".







