I dati Istat: nel 1971 erano oltre un 1,2 milioni: da allora la città ne ha persi quasi 400mila. Giugliano supera Salerno: è la seconda città della Campania.
Continua il crollo demografico di Napoli, che negli ultimi vent'anni ha perso quasi centomila residenti, e che si appresta a scendere sotto i 900mila entro fine anno. Lontani i tempi in cui i residenti erano oltre il milioni: l'ultima volta fu nel 2003, poi il crollo inesorabile fino ai 905.050 certificati dall'Istat al 1° gennaio 2026 e che, dai dati provvisori, sono già calati ulteriormente a 903.030 a fine maggio: se il calo continuerà con questo ritmo, si scenderà sotto i 900mila residenti entro fine anno senza particolari problemi. Un calo drastico, insomma, per una città che da una parte è alle prese con l'overtourism, dall'altro con un calo demografico già da anni attivo e continuo. Difficile trovare però una causa scatenante ad un fenomeno che, iniziato ormai da decenni, non accenna a diminuire.
Dall'Unità d'Italia al boom del dopoguerra All'Unità d'Italia, il primo censimento di Napoli registrava 484.026 residenti: era il 1861, anno della proclamazione del regno unitario. Negli anni successivi la città visse un boom vero demografico vero e proprio, grazie anche alle opere di risanamento edilizio, e nel 1901 la popolazione residente era salita già a 621.213 persone, diventate poi 865.913 al 21 aprile 1936, ultimo censimento prima della Seconda Guerra Mondiale. Quindici anni dopo, nel 1951, la popolazione residente di Napoli era salita a 1 milione e 10.550 persone, per poi raggiungere la cifra "record" di 1.226.594 residenti al 24 ottobre 1971, che dunque vide in 110 anni dall'Unità una popolazione triplicata. Poi, la lunga fase discendente: nel 1991, i residenti erano quasi 200mila in meno, pari a 1.067.365 complessivi. Dodici anni dopo, perla prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, si scese sotto il milione. Ed oggi, la cifra è vicina a quella del 1936, novant'anni fa. In pratica, si sono persi quasi 400mila napoletani dal 1971 ad oggi. La fascia più numerosa, oggi, raggruppando la popolazione per classi di 15 anni, è quella tra 45 e 59 anni: 200.496 residenti, oltre il 22% del totale. La singola età più rappresentata è invece 61 anni, con 14.530 persone. I bambini tra 0 e 14 anni sono 114.858, appena il 12,7% dei residenti; allargando a tutti i minorenni si arriva a 144.121 under 18. All'altro estremo della piramide demografica, Napoli conta 329 persone di almeno cent'anni, con una nettissima prevalenza femminile: 247 donne contro 82 uomini. È una fotografia che aiuta a leggere il calo demografico: le generazioni centrali e mature pesano molto più di quelle che dovranno sostituirle.







