Un’auto con quattro, sei o otto cilindri non deve necessariamente utilizzarli tutti in ogni momento. Alcuni motori possono infatti disattivare temporaneamente parte dei cilindri quando non è richiesta tutta la potenza disponibile, con l’obiettivo di consumare meno carburante e ridurre le emissioni.
La tecnologia può assumere nomi differenti a seconda del costruttore e del sistema utilizzato. Tra le denominazioni troviamo Cylinder on Demand (CoD), Active Cylinder Technology (ACT) e Active Fuel Management (AFM). Il principio di base, però, rimane simile: quando le condizioni lo permettono, il motore lavora temporaneamente utilizzando un numero inferiore di cilindri.
Il conducente non deve premere pulsanti né selezionare una particolare modalità di guida. È la centralina a decidere quando attivare e disattivare il sistema, analizzando continuamente le condizioni di funzionamento. Ma quanto carburante permette realmente di risparmiare? E soprattutto, questa maggiore complessità può creare problemi con il passare dei chilometri?
Come funziona la disattivazione dei cilindri
Il sistema entra in funzione quando il motore non deve esprimere tutta la propria potenza. La centralina elettronica controlla parametri come velocità, regime di rotazione e coppia richiesta e stabilisce autonomamente quando è possibile ridurre il numero di cilindri attivi.








