La proposta dell’amministrazione Trump per il FY27 punta a circa 1.500 miliardi di dollari per la difesa, distribuiti tra budget discrezionale e fondi aggiuntivi tramite reconciliation. Il Congresso sta intervenendo sulla composizione della spesa e sulle priorità, dalla base industriale alla difesa missilistica, fino a munizioni, nuove tecnologie e capacità autonome. Sullo sfondo resta aperta la possibilità di un nuovo pacchetto per completare l’impianto finanziario

Per l’anno fiscale 2027, l’amministrazione Trump punta a portare la spesa per la difesa a circa 1.500 miliardi di dollari. L’impianto prevede un budget discrezionale da 1.150 miliardi, affidato al normale iter congressuale, affiancato da altri 350 miliardi da finanziare attraverso la reconciliation. Si tratta di una procedura prevista dal sistema di bilancio statunitense che consente di approvare misure con effetti su spesa, entrate e debito attraverso un percorso accelerato e, soprattutto, senza la necessità di raggiungere i 60 voti normalmente richiesti al Senato.

I comitati che hanno già esaminato il FY27 si stanno muovendo su livelli molto elevati. La commissione Appropriations della Camera ha approvato 1.072 miliardi, mentre il Senate armed services committee ha autorizzato 1.150 miliardi. La Camera ha inoltre dato il via libera al proprio National defense authorization act, mentre altri passaggi dell’iter restano da completare.