È fissato per domani mattina, all’interno del carcere di Rebibbia, l’interrogatorio di garanzia per Valter Lavitola, finito in manette lunedì con la grave accusa di essere il mandante dell’attentato al giornalista d’inchiesta e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, nei pressi della Capitale. Nel corso dell’udienza, l’imprenditore ed ex editore dovrà rispondere alle contestazioni formulate dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Piazzale Clodio. Nel provvedimento cautelare a carico dell’indagato, gli inquirenti hanno formalizzato anche la gravissima aggravante del metodo mafioso, a conferma dell’elevata carica intimidatoria dell’azione criminale.
La caccia al latitante e l’avvio delle pratiche di estradizione
Parallelamente al primo confronto di Lavitola con il giudice per le indagini preliminari, le attività investigative restano concentrate sulle ricerche di Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense e factotum dell’ex editore, attualmente latitante. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Tavares avrebbe ricoperto il ruolo di figura cerniera e intermediario tra Lavitola e il gruppo criminale che ha materialmente posizionato e fatto esplodere l’ordigno all’esterno dell’abitazione di Ranucci. Gli accertamenti ne collocano la presenza nel continente africano; in base a quanto si apprende da fonti giudiziarie, i pubblici ministeri capitolini sono pronti ad attivare nei prossimi giorni tutti i canali internazionali per richiedere formalmente alle autorità estere l’estradizione dell’uomo in Italia.










