PORDENONE - Agosto a Pordenone si riconosce dai parcheggi liberi. La città si svuota come ogni anno, forse un po' meno di un tempo, perché parecchi il mare e la montagna se li fanno in giornata e la sera ricompaiono in centro. In un modo o nell'altro, però, si parte lo stesso, e una parte di chi se ne va continua a passare dalla porta di un'agenzia, anche se prenotare da soli non è mai stato così facile. Le richieste che prima non c'erano arrivano dai social e dai cani.
L'esperienza Alla Gattinoni Travel Store di via Montereale la responsabile d'ufficio Elena Centazzo racconta che capita che qualcuno voglia rifare l'esperienza vista fare a un influencer, e accontentarlo non è sempre semplice: «Il personaggio si trovava su una spiaggia sperduta bellissima, ma per arrivarci servono due voli e quattro traghetti». L'altra novità è portarsi dietro l'animale domestico, e cresce di anno in anno. Il resto dell'estate, però, è stato segnato dagli allarmi su guerre e rifornimenti, che hanno frenato le prenotazioni già dalla primavera. «C'era chi era convinto che il carburante non sarebbe bastato. Ha rinunciato a prenotare le ferie, oppure ha deciso di muoversi in macchina». Il Medio Oriente come meta, precisa Centazzo, non ha inciso, perché d'estate lì ci sono cinquanta gradi e la gente tendenzialmente non ci va: qualche difficoltà l'hanno avuta i transiti, come per chi faceva scalo a Dubai diretto in Cina. A questo si aggiunge il fatto che ormai una struttura si prenota da soli, senza passare da uno sportello. Chi è partito, comunque, è partito per meno giorni. «Quindici giorni ormai da anni non li chiede quasi più nessuno», osserva Centazzo. Prevalgono i cinque giorni in una capitale, Barcellona, Madrid, Londra, meno Parigi perché fa troppo caldo, per contenere la cifra di partenza rispetto a una settimana all inclusive in un villaggio, anche se poi gli extra si fanno sentire. In Italia, per lei, Sardegna e Sicilia sono in testa, la Puglia perde qualche punto e la Calabria risale.Ceto medio Quello che le agenzie della città hanno visto, quest'anno, è che a rinunciare non sono stati i ricchi né chi già prima restava a casa, ma la fascia in mezzo. «Chi ha buone disponibilità non si ferma davanti agli aumenti», spiega Raffaele Lucangeli, dell'omonima agenzia di via Oberdan. «A mancare è la fascia medio-bassa, ed è quella che si sente». La flessione si è concentrata sui percorsi lunghi, dove pesano i rincari: i biglietti aerei sono aumentati soprattutto in alta stagione e i costi di gestione delle strutture sono saliti del 10-20 per cento, anche per il carburante. A cedere sono state le partenze individuali, mentre i gruppi, gli itinerari a tema e le gite organizzate hanno retto. Quanto ai timori sul Medio Oriente, il nodo non erano le destinazioni ma i passaggi: chi doveva fare scalo in Qatar per andare in Thailandia, racconta, ha chiesto il rimborso del biglietto ed è ripartito con una compagnia più costosa, ma che gli dava più sicurezza. Resta fuori discussione, dice, il terreno su cui l'agenzia serve ancora: «Per tre o quattro giorni al mare o in montagna non ci si rivolge più a nessuno, la montagna ce l'abbiamo a pochi passi. Ma se salta un volo e sei da solo, è un problema. Noi lo risolviamo». Quali le mete più ambite? «Sul Mediterraneo Italia, Grecia e Spagna con le isole restano i posti più richiesti». Una novità da far presente: «La Tunisia era frequentatissima, adesso invece non la considera quasi più nessuno. O la proponiamo noi o la ignorano». Arretrano il Mar Rosso e i Paesi vicini a Israele, mentre sul lungo raggio reggono gli Stati Uniti e l'Oriente, Tailandia e Indonesia. Secondo Lucangeli, poi, il gran caldo, tema di questi ultimi anni e destinato a esserlo anche in futuro, spinge a cercare luoghi più freschi: «La tendenza è staccare la spina, cercare il fresco, il benessere e il relax». Yoga, montagna, riposo, che i pordenonesi hanno a due passi. Un lieve arretramento lo registra anche Viaggiamondo, in via Cavallotti, che ha risposto per iscritto: budget richiesto in diminuzione, durata invariata. Tra le destinazioni più gettonate indica i tour del Nord Europa, la Tanzania, il Kenya, il Madagascar e gli Stati Uniti, e alla domanda su quale sia la sorpresa del 2026 risponde con una parola sola: Cina.La cultura C'è infine chi il calo non lo ha visto affatto. Itinerari di Mario, in via San Giuliano, è un'agenzia sui generis: filiale pordenonese aperta nel 2015 di una realtà con sede a San Vendemiano, organizza da moltissimi anni tour culturali di gruppo, in giornata o di più giorni, in pullman e in aereo, sempre accompagnati, dall'Europa al Giappone al Baltico. «I numeri sostanzialmente tengono, abbiamo persone e famiglie che viaggiano con noi da anni. La differenza è nelle mete: alcune, come l'Egitto, la Tunisia e l'Oman, le abbiamo dovute eliminare», spiega la titolare Marzia Carnelos. Il resto è partito lo stesso.















