Le telecamere dei droni navali britannici inviavano segnali verso Pechino. Il caso rivela le vulnerabilità della supply chain proprio mentre Londra scommette 5 miliardi di sterline sui sistemi autonomi
Pechino è riuscita ad entrare dentro alla Royal Navy? Pare di sì, almeno secondo una fonte della difesa britannica che ha rivelato al quotidiano inglese Telegraph come sia stato scoperto che alcune componenti di fabbricazione cinese installate nelle telecamere di bordo di alcuni veicoli di superficie senza equipaggio (Usv) della Royal Navy trasmettevano dati verso un dispositivo situato in Cina. I mezzi in questione sono i Kraken K3 Scout, acquisiti con un contratto da circa 12 milioni di sterline ed entrati in servizio lo scorso marzo presso la Coastal Forces Squadron e il 47 Commando dei Royal Marines. Secondo il quotidiano britannico, la scoperta ha costretto il ministero a rimuovere ogni connettività internet dalle telecamere. L’anomalia sarebbe emersa nel corso di quella che il dicastero definisce “una valutazione di routine delle vulnerabilità cibernetiche”, seguita da un’indagine che “non ha trovato alcuna evidenza di accesso, compromissione o trasmissione esterna di dati o sistemi del ministero”. “Si tratta di un grave fallimento nella verifica dell’origine dei componenti e abbiamo perso fiducia nella piattaforma”, ha dichiarato la fonte citata dal quotidiano.










