Sanità nell’area Nord della Basilicata: «Non toccate la dialisi di Rionero». Il dibattito sui servizi salvavita. Giansanti contro la delocalizzazione. Il depotenziamento agita i pazienti.
Il paventato trasferimento del Centro Dialisi dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture verso l’ospedale di Venosa accende i riflettori sulla tenuta del sistema sanitario lucano. Il dibattito mette a nudo le criticità della programmazione assistenziale nell’area Nord della Basilicata. La sanità lucana si trova nuovamente al centro di una tempesta perfetta che unisce politica territoriale e diritto alla cura. Il sasso nello stagno è stato lanciato nei giorni scorsi dal capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, il quale ha sollevato forti perplessità sul destino del Centro Dialisi incardinato nell’Irccs Crob di Rionero in Vulture. Il timore, mai del tutto sopito tra le comunità locali, è quello di un trasferimento strutturale delle attività nefrologiche presso il presidio di Venosa.
DIALISI DI RIOMERO: LE CRITICHE DI GIANSANTI E LA DELIBERA DI OTTOBRE 2024
Un’ipotesi che ha immediatamente riaperto vecchie ferite legate a logiche di campanile e che rischia di indebolire uno dei fiori all’occhiello della medicina scientifica e oncologica del Mezzogiorno. A intervenire con decisione nel dibattito è Gennaro Giansanti, ex Irccs Crob, che analizza l’evoluzione degli atti aziendali contestando le scelte strategiche degli ultimi anni. Sotto la lente d’ingrandimento finisce la delibera numero 564 firmata dal direttore generale Massimo De Fino nell’ottobre del 2024, che sancì la stipula di un protocollo d’intesa con l’Azienda sanitaria locale di Potenza.







