Kasia Smutniak

Kasia Smutniak ha scritto e diretto il documentario “Mustang”, una storia lunga 20 anni cominciata col primo viaggio in Nepal fatto con Pietro Taricone.

Non è facile condensare in pochi minuti una vita intera, infatti Kasia Smutniak ci ha messo 7 anni per far sì che il documentario "Mustang" fosse esattamente come lo aveva immaginato. Ha dovuto affrontare ricordi anche dolorosi, in un viaggio innanzitutto interiore ancor prima che fisico, attraverso luoghi che ha imparato a conoscere bene e amare. È dovuta tornare indietro nel tempo, si è dovuta abbandonare completamente, si è fatta trascinare: tutto questo, per restituire un racconto vero, autentico e profondo, che va oltre la sola esplorazione. Perché "Mustang" non racconta solo una fetta di mondo: la regione dell'altopiano tibetano tra il Nepal e il Tibet. È qualcosa di più intimo e personale. Quel posto per lei ha rappresentato una svolta: da quando lo ha visitato niente è stato più lo stesso.

Il Mustang è una regione caratterizzata da monasteri buddhisti, villaggi, paesaggi desertici d'alta quota, le caratteristiche grotte scavate nelle pareti delle gole. Mentre il Lower Mustang è facilmente raggiungibile e maggiormente integrato con il resto del Nepal, l'Upper Mustang (a Nord) è molto più isolato, di cultura prevalentemente tibetana, corrispondente in gran parte all'antico Regno di Lo, antico regno regno himalayano in cui sovrano risiedeva a Lo Manthang. La monarchia è stata abolita nel 2008 quando il Nepal è diventato una repubblica, ma la figura dell'ex re di Mustang conserva una forte importanza culturale e simbolica nella zona.