La regista annuncia MUSTANG, un documentario in cui ripercorrerà il primo viaggio con l’allora compagna in Nepal. Pietro Taricone è morto nel 2010 e lei annuncia questo viaggio che è anche una riflessione sull’elaborazione del lutto.
Kasia Smutniak torna alla regia e lo fa per raccontare un viaggio con Pietro Taricone, nel documentario MUSTANG. L'attrice di nuovo dietro la macchina da presa dopo il grande successo di MUR, l'opera che le è valsa il Nastro d'Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale. Questo nuovo lavoro si preannuncia come un'esperienza molto diversa, un racconto intimo e inedito che scava nel passato dell'attrice e regista, riportando alla luce il legame con l'attore che è stato suo compagno e padre di sua figlia.
Il documentario nasce infatti dal primo viaggio compiuto nel 2003 insieme a Pietro Taricone nella remota regione del Mustang, nel Nepal. Un'avventura che, a distanza di anni, attraversa il tempo e le generazioni. MUSTANG racconta oltre vent'anni di vita, muovendosi delicatamente tra amore, perdita e memoria, alla costante ricerca di ciò che resta quando tutto si trasforma. La tragedia del 2010: l'addio a Pietro Taricone Impossibile parlare di questo viaggio senza toccare la ferita, ancora aperta nel cuore del pubblico e della stessa Smutniak, della scomparsa di Pietro Taricone. Nel 2010, il mondo dello spettacolo italiano è stato scosso da uno degli eventi più tragici e dolorosi degli ultimi decenni.







