Sistema idrico integrato, l’Ati accelera sul trasferimento di reti e sorgenti dal comune di Camastra all’Aica, ma il piccolo centro dell’agrigentino è pronto a resistere in ogni sede.

Nei giorni scorsi il consiglio direttivo dell’Assemblea territoriale idrica “considerata la persistenza dei presupposti di legge finalizzati al proseguimento dei poteri sostitutivi” già avviati nel lontano ottobre del 2023 dalla Regione Siciliana, ha chiesto di confermare l’intervento sostitutivo e la nomina di un commissario ad acta per “porre in essere gli adempimenti necessari per la conclusione dell’iter finalizzato all’ingresso di Camastra nella compagine societaria dell’Aica, nonché al trasferimento in concessione d’uso delle infrastrutture idriche comunali”.

Camastra, come si ricorderà, nel 2019 fu esclusa insieme ad altri comuni dalla possibilità della gestione diretta della risorsa idrica che invece è stata concessa ad un pugno di centri in provincia perché dotati di una serie di caratteristiche come il possesso di risorse idriche “pregiate”. Una condizione in cui Camastra ritiene di rientrare, tanto che da alcuni anni l’amministrazione sta portando avanti un confronto legale dinnanzi al Tar prima e al Cgars poi per ottenere ragione e preservare la gestione diretta delle sue risorse idriche. Così, anche dinnanzi a questa nuova richiesta di commissariamento la risposta sarà “No”.