Pubblicato il: 11/08/2026 – 10:12

REGGIO CALABRIA È stata una prima edizione di grande successo quella di Vinitaly and the City Reggio Calabria, che, per due giorni, ha trasformato il Lungomare Falcomatà e gli spazi del Museo Archeologico Nazionale in un grande palcoscenico dedicato al vino, all’olio, alla cultura, alla gastronomia e all’intrattenimento. Un successo che conferma la forza del format già sperimentata a Sibari e che, dopo la terza edizione nella Sibaritide, rilancia ancora una volta l’immagine di una Calabria capace di raccontare le proprie eccellenze con un linguaggio contemporaneo, coinvolgente e internazionale. I numeri restituiscono la dimensione di una manifestazione che ha registrato una straordinaria partecipazione: sono state 83 le aziende presenti, tra vino e spirits, insieme ad 8 collettive, mentre nei due giorni si sono contate circa 50 mila degustazioni e circa 60 mila presenze. Un pubblico che ha affollato gli spazi della manifestazione, partecipando alle degustazioni, alle masterclass, ai talk, agli appuntamenti dedicati all’olio con l’Oil Bar, ai cooking show e agli eventi di spettacolo e musica. Un risultato che, per Arsac e Regione Calabria, va oltre i numeri e conferma la capacità di Vinitaly and the City di contribuire a costruire una narrazione diversa della regione: non soltanto una terra di produzioni di qualità, ma un territorio capace di accogliere, innovare, fare sistema e attrarre visitatori. «Aver registrato il sold out in tutte le aree di Vinitaly and the City Reggio Calabria è per noi motivo di grande orgoglio – afferma Fulvia Caligiuri, direttore generale di Arsac – Un format diverso da quello di Sibari, che ha permesso a tante persone di apprezzare un evento simile degustando i vini, avvicinandosi alle masterclass, ai talk, ma anche all’Oil Bar, poiché, anche questa volta, abbiamo voluto puntare i riflettori sul nostro oro verde. Il tutto senza dimenticare i concerti e l’intrattenimento. Possiamo affermare con certezza, quindi, che anche Reggio Calabria è stato un successo».