Compagnie aereeMoody’s mette sotto osservazione il rating: «La futuro struttura patrimoniale non è chiara». Il mercato italiano asset trategico per il gruppoLa direzione che prenderà l’acquisizione da parte del fondo di private equity Apollo Global Management della low cost easyJet non si è fatta attendere. Secondo la stampa inglese, il vettore starebbe trattando con Virgin Atlantic, il vettore di Richard Branson, per accordi di code share e interlinea nelle tratte a lungo raggio per consentire ai passeggeri di acquisire un solo biglietto e volare con due compagnie su tratte diverse. Se l’acquisizione da 5,7 miliardi di sterline andrà a buon fine, ovvero se otterrà l’approvazione dell’assemblea degli azionisti (scontata) e delle autorità europee (meno scontata), easyJet si appresterà ad accelerare la sua strategia di posizionamento sul mercato di fascia alta, cercando accordi con altre compagnie aeree e trovare il modo di addebitare ai passeggeri servizi extra.Domande di approfondimento generate da 24Ore AILa scorsa settimana il board ha accettato l’offerta di acquisizione da 5,7 miliardi di sterline da parte di Apollo dopo il ritiro dell’altro fondo americano Castlelake. L’offerta corrisponde a 7,15 sterline per azioni in contanti, ma finora il titolo in Borsa si è mantenuto sotto questi livelli, ieri a 6,73 sterline per azione, suggerendo che gli investitori potrebbero dubitare sul superamento degli ostacoli normativi europei sulla detenzione del capitale da parte di società non europee, passaggio non ancora chiarito.Un campanello di allarme che non è sfuggito agli analisti di Moody’s, che hanno confermato il rating Baa2 ma ponendolo sotto osservazione: «Sebbene la futura struttura patrimoniale di easyJet non sia attualmente chiara, l’operazione introduce una notevole incertezza in merito alla politica finanziaria prudente della compagnia aerea, che rappresenta un pilastro fondamentale del rating Baa2 attualmente assegnato a easyJet», scrivono gli analisti.Quello che finora si è capito è che il fondo americano non entra nel capitale della compagnia per modificarne radicalmente il modello low cost, ma per aumentarne il valore attraverso una crescita della redditività e della generazione di cassa. Negli ultimi esercizi il vettore britannico ha beneficiato del recupero della domanda dopo la pandemia, ma continua a operare in un contesto di elevata pressione competitiva, volatilità del prezzo del carburante, aumento dei costi aeroportuali e ritardi nelle consegne degli aeromobili: il vettore non ha mai recuperato i livelli toccati prima della pandemia in Borsa ed è ancora sotto del 43 per cento. La strategia attribuita ad Apollo si inserisce proprio in questa logica: valorizzare le attività con maggiore redditività come i servizi ancillari, pacchetti vacanza, programmi fedeltà e partnership commerciali con vettori di lungo raggio.In Italia, secondo mercato dopo quello britannico, easyJet ha investito tra 30 e 40 milioni di euro per i “remedy slot” su Milano Linate e Roma Fiumicino, ceduti da Lufthansa dopo l’acquisizione di Ita Airways; a Milano Malpensa ha 22 aerei basati, facendone uno dei principali operatori dello scalo, oltre ad avere una presenza significativa in diversi aeroporti come Napoli, Venezia, Olbia, Catania e Palermo, e 262 rotte da e per l’Italia nel 2026, il cambio di proprietà non dovrebbe tradursi in modifiche sostanziali nel breve periodo.
EasyJet, inizia l’era Apollo: trattative con Virgin sul lungo raggio
Moody’s mette sotto osservazione il rating: «La futuro struttura patrimoniale non è chiara». Il mercato italiano asset trategico per il gruppo











