di

Monica Scozzafava

Il commentatore Sky a tutto campo: «Una volta Boniperti mi multò di 5 milioni solo per un ritardo. Spalletti alla Juventus ha preso le misure, Fabregas e il Como devono confrontarsi col doppio impegno: non facile»

«Boniperti mi fece una multa di 5 milioni perché scoprì che alle 22.30 di un giovedì non ero ancora a casa. Si doveva cenare tutti allo stesso ristorante fino alle 22, poi ci si ritirava. Era così». Paolo Di Canio, 58 anni, effervescente da calciatore, schietto e spesso tagliente oggi come opinionista Sky. Divisivo? «Sincero, poi ho imparato che c’è sempre un modo garbato per comunicare, e se serve faccio autocritica. Sono selvaggio qualche volta, quando rientro a casa dopo la trasmissione ripercorro nella mente tutto quello che ho detto. La verità però è che in Italia siamo tutti troppo finti buonisti. Io ho le mie idee, faccio la mia analisi in maniera libera. Poi si può condividere o meno ma sto a posto con me».

Lei multato dalla Juventus, era una vita fa.«Il calcio è cambiato molto ma le regole dovrebbero essere sempre le stesse. Quelle sono universali. Le dico di più: certi giocatori rendono poco rispetto al talento e alle potenzialità che hanno perché fanno quel che vogliono».