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Gaia Piccardi

Leonardo Fabbri conquista il suo secondo titolo europeo consecutivo nel peso (22,31), davanti al compagno Zane Weir: «Abbiamo dimostrato di essere i più forti in Europa». Le amarezze diverse di Dosso («Non ero all'altezza») e Furlani, ancora ko

DALLA NOSTRA INVIATABIRMINGHAM — Leo ha emesso un urlo da orco buono e poi si è messo la corona in testa: a due anni di distanza, l’Europa è ancora sua. È un territorio lungo i 22,31 metri della spallata che arriva al terzo lancio, Leonardo Fabbri temeva la pedana di Birmingham che invece gli è stata amica come Zane Weir, il sudafricano de noantri con cui si allena tra Schio e Stellenbosch, argento.

Una finale sbranata, un oro annunciato sin dal mattino, dalla qualificazione con 21,29 dominando il round eliminatorio e trascinandosi in scia Weir e Nick Ponzio, il lanciatore californiano con il bisnonno siculo che nel 2023 era stato squalificato un anno per aver saltato tre controlli antidoping. Oro e argento nel peso è la doppietta che lancia l’Europeo dell’Italia nella notte di Jakob Ingebrigtsen, il fenomenale norge al quarto oro consecutivo nei 5000 metri (13’15”29). Nessuno come lui: superato Mo Farah che aveva vinto tre volte di fila.