di
Giovanni Caprara
Intervista al geologo Fabio Florindo, presidente dell'Ingv: «Dal 1950 in quella zona soltanto due eventi simili. Non ci sono prove per stabilire un rapporto tra questo terremoto e quelli che hanno colpito il Venezuela»
«Nessuno si aspettava un terremoto in Colombia di questa violenza», precisa subito Fabio Florindo, presidente dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Come mai una sorpresa, dopo che nel vicino Venezuela in giugno c’è stata un’ecatombe? «È vero. La terra trema di frequente e purtroppo la zona è critica lungo tutta la costa ovest del Sudamerica. Ma dal 1950 a oggi nel raggio di 250 chilometri dall’epicentro attuale si sono registrati soltanto due sismi di uguale o maggiore intensità. Quindi vediamo questo evento come un terremoto anomalo».












