VENETO - Una grande ondata migratoria come quella di nove anni fa oggi, probabilmente, il Veneto non la reggerebbe. I numeri del Sai (il sistema di accoglienza e integrazione degli enti locali coordinato dal Ministero dell'Interno) lo spiegano chiaramente: con il tempo invece che ampliarsi e crescere questa rete, nata per favorire l'inserimento in società dei nuovi cittadini, non ha fatto che ridursi. Stando all'ultimo report i posti letto Sai attivi in Veneto sono 743, statistica che vede la regione nordestina nella parte più bassa di questa classifica nazionale, davanti solo a Valle d'Aosta, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Umbria. «Il problema però è che allo stesso tempo il Veneto è anche la quarta regione per numero di immigrati in rapporto al numero di abitanti: 515mila su 5 milioni», spiega Gianfranco Bonesso, redattore del report annuale Sai sull'immigrazione che verrà presentato a ottobre. «Che l'impegno dei Comuni sia molto limitato è un dato di fatto - continua - e rispetto al passato è diminuito ancora (i posti un anno fa erano 821, 809 nel 2024, ndr). Altre Regioni, non necessariamente di sinistra (vedi la Lombardia), hanno molti più progetti operativi rispetto al Veneto».