Un colpo d’occhio sulle serate del Dopofestival del Rossini Opera Festival, dove la mondanità pesarese si intreccia con la ritualità del dopo-opera, tra giardini privati, lidi d’hotel e osterie affacciate sul mare. La prima notte si apre in via Rossini, nei giardini della Maison Ratti, dove Silvana Ratti (foto) rinnova una tradizione che è ormai parte del calendario non scritto del Rof. Dopo la prima de Le Siège de Corinthe all’Auditorium Pedrotti, artisti, ospiti e amici troveranno qui un rifugio elegante, fatto di conversazioni soffuse, calici che tintinnano e quell’atmosfera sospesa che solo il dopo-opera sa creare. La seconda serata si sposta all’Hotel Excelsior, dove Nardo e Marco Filippetti accoglieranno il pubblico de L’Occasione fa il ladro al Lido dell’hotel. Qui il Dopofestival assume un tono più mondano: un crocevia di volti noti, amici del Rof, habitué delle prime, in un ambiente che mescola eleganza contemporanea e la naturale vocazione dell’hotel ad essere salotto cittadino. Per il dopo-opera de La Scala di seta, la scena cambia ancora: l’Osteria Gioachino, in viale Trieste 351, apre le sue porte agli artisti e agli ospiti. Martina Carloni e il suo staff preparano un’accoglienza dal sapore più informale, ma non meno curata. Qui il Dopofestival si fa racconto di mare: luci basse, profumi della cucina, il rumore del passeggio che accompagna le conversazioni fino a tarda notte. E tornano i “Rof Talks”, gli incontri di approfondimento musicale condotti dalla giornalista di Radio Rai Susanna Franchi. Da oggi a giovedì, alle 12, nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini (ingresso libero). Oggi si presenta il programma 2027.
Dopofestival e mondanità: ecco la mappa
Un colpo d’occhio sulle serate del Dopofestival del Rossini Opera Festival, dove la mondanità pesarese si intreccia con la ritualità...






