HomeLuccaCronacaDel Prete, gloria e tragedia. Il destino dell’aviatoreDopo la storica traversata fino al Brasile, un nuovo volo gli fu fatale. L’incidente il 7 agosto 1928: morì nove giorni dopo a causa delle ferite.Nel 1928 Del Prete ottenne due record: durata di volo (58 ore) e distanza in circuitoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciAll’apice del successo e impossibilitato a tornare rapidamente in patria per ricevere gli onori che l’impresa compiuta tra il 3 e 5 luglio del 1928 si era guadagnato, fu "costretto" ad uscire di scena improvvisamente e in maniera tragica. Fu il triste destino riservato all’aviatore lucchese Carlo Del Prete che, insieme ad Arturo Ferrarin, aveva osato sfidare l’oceano "per mete non ancora raggiunte" compiendo in un sol balzo, un volo tra Roma e Brasile e aprendo, di fatto, quella nuova rotta per i collegamenti aerei tra i due paesi che sarebbero avvenuti in un futuro non troppo lontano. Una fine tragica che gli assicurò un posto tra gli immortali, gli eroi senza tempo e che ancora oggi ricordano più in Brasile che in patria, a dir la verità. Il lucchese Carlo Del Prete, rispetto al suo compagno di avventura, ebbe però il destino peggiore.

Dopo aver concluso trionfalmente anche se con qualche pena di troppo, l’impresa di raggiungere per primi nel mondo il Brasile, terra di tanti emigranti italiani, compiendo un volo di 7.188 km senza scali intermedi, con un unico pieno di carburante e finendo tra le dune di sabbia di Touros con ancora appena una quindicina di litri nel serbatoio, per i due piloti si aprirono le porte della gloria. La loro impresa venne celebrata per giorni in Brasile, come in patria e nell’impossibilità di fare ritorno in Italia in tempi rapidi, a causa dei danni riportati dal loro Savoia Marchetti S 64 durante l’atterraggio di fortuna, si concessero ai festeggiamenti che le colonie di italiani presenti in Brasile riservarono loro.