Due ore di macchina, da Rhayader, la minuscola cittadina del Galles che ha ospitato l’ultima prova del campionato mondiale di enduro, a Manchester. Il volo verso l’Italia, l’attesa, a Cuneo, sede del team, dei suoi bagagli personali; poi, finalmente Pietro Scardina, neo-iridato della categoria Youth, potrà rimettere piede a Siena, la sua città.

"Mi attendono gli amici, mi sono arrivati tanti messaggi, molti ancora non sono riuscito a leggerli – racconta Pietro dall’aeroporto inglese, in attesa della partenza –, mi hanno detto che anche Giuseppe Gugliotti, il sindaco di Sovicille, dove risiedo, mi ha fatto le congratulazioni, sono molto orgoglioso. Con gli amici di Siena faremo festa, si parla già almeno di una cena. Ho dieci giorni di vacanza, anche il team va un po’ in ferie, poi dovremo riprendere gli allenamenti in vista della Sei Giorni (l’Olimpiade del motociclismo, in calendario a metà ottobre in Portogallo ndr) e dell’ultima prova del campionato italiano; e ci sono da fare i test con la moto nuova".

Pietro Scardina, 21 anni compiuti il 29 maggio, cresciuto tra Rosia e le Volte Basse, c’era andato vicino già due volte a quel titolo mondiale, arrivando sempre secondo; nel 2026 non voleva assolutamente mancare l’obiettivo. "Questo successo è il coronamento di una stagione in cui abbiamo tenuto la massima concentrazione – spiega Pietro – dopo un duro lavoro di preparazione, tra allenamenti e prove costanti iniziate a inizio anno. Ho avuto un solo momento di incertezza, il ritiro in Finlandia, ma è stato allora che con il team ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo ritrovato subito la competitività: è un campionato che non ammette pause".