Controlli serrati alla ex Vita Mayer, una delle aree naturalistiche più frequentate del Parco del Ticino durante l’estate. Guardiaparco, Gev e Polizia locale domenica hanno identificato 50 persone ed emesso 15 sanzioni. Un intervento straordinario del Parco con il Comune di Turbigo, con l’obiettivo di riportare attenzione sulle regole nella zona presa d’assalto ogni fine settimana da centinaia di frequentatori.
Particolare attenzione ai comportamenti che possono mettere a rischio l’ambiente, come l’accensione di fuochi. Accanto all’attività repressiva, gli operatori hanno svolto anche azioni di informazione e prevenzione. La ex Vita Mayer è nata dalla riqualificazione di una cava e di una vecchia zona industriale, che oggi si estende per circa 400mila metri quadrati tra boschi, specchi d’acqua e percorsi naturalistici. Un patrimonio frequentato da famiglie, ciclisti, escursionisti e bagnanti da tutta la Lombardia. "A Turbigo abbiamo raccolto le numerose segnalazioni dei cittadini e le abbiamo trasformate in un intervento concreto", spiega il presidente del Parco, Ismaele Rognoni, sottolineando la necessità di una presenza costante nelle aree più delicate e frequentate.
Rognoni evidenzia che "tutela dell’ambiente e civile convivenza devono essere principi condivisi dai frequentatori". Il presidente ha incontrato alcuni appartenenti alla comunità peruviana che nei giorni precedenti si sono rimboccati le maniche per ripulire la spiaggia dai rifiuti, raccogliendo 27 sacchi di immondizia. Un gesto che il presidente ha voluto valorizzare come esempio virtuoso.








