Non si ferma l’emergenza incendi a Tignale e nel Parco Alto Garda Bresciano, anche per la conformazione del territorio: impervio e privo di acqua. Il vasto rogo divampato nella serata di venerdì in località Forca continua a tenere col fiato sospeso il territorio collinare e montano. A complicare un quadro già critico e a richiedere un monitoraggio ininterrotto, sono il caldo e la grave siccità delle ultime settimane: fattori climatici che alimentano i focolai e rendono complesse le operazioni di spegnimento e bonifica. Il bilancio del rogo, innescato secondo le prime ricostruzioni da cause non naturali, si fa sempre più pesante. Stime preliminari parlano di oltre 50 ettari di bosco resinoso andati in fumo. Nonostante le temperature estreme, il lavoro instancabile dei vigili del fuoco e degli operatori dell’Antincendio boschivo (Aib) della Protezione civile sta permettendo il progressivo contenimento delle fiamme, anche se il calore si è propagato nel sottosuolo e i focolai potrebbero rialimentarsi.

Ieri mattina sono ripresi i lanci d’acqua dall’alto effettuati dai Canadair e dagli elicotteri, che fanno continuamente la spola tra il lago e le vasche di approvvigionamento allestite a terra. Per garantire la massima efficienza alle operazioni, l’amministrazione comunale ha disposto la chiusura temporanea della piscina di Prabione, in questo periodo sempre molto frequentata da turisti e residenti.