HomeBolognaCronacaBar rumoroso, i cittadini vincono la battagliaIl Tribunale limita ancora di più gli orari di apertura del locale a Porretta: "Ordinanza comunale sempre violata, stop musica dalle 20"Il Tribunale limita ancora di più gli orari di apertura del locale a Porretta: "Ordinanza comunale sempre violata, stop musica dalle 20"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna battaglia, quella a Porretta tra alcuni residenti e il bar Deja (ex Deja Vu), fatta di cause, querele, ordinanze comunali e rilevamenti Arpae. Una vera class action, durata anni, quella di alcuni residenti di piazza Garibaldi, difesi dall’avvocato Alessandro Fagni, nata per chiedere soluzioni al chiasso serale e notturno causato dalla musica del bar e dalla frequentazioni dello stesso bar per cui, come avevano già spiegato i residenti: "Più volte erano dovuti intervenire i carabinieri per sedare risse e ubriachi".
Ora, dopo che mesi fa un’ordinanza del sindaco di Alto Reno, Giuseppe Nanni, aveva limitato gli orari del bar e del dehors, è arrivata la stangata del Tribunale a favore dei residenti a firma del giudice Carmen Giraldi. Come si legge nell’ordinanza: "Il superamento dei limiti di legge in materia di inquinamento acustico risulta adeguatamente dimostrato dalle relazioni Arpae di aprile 2024 e di ottobre 2025 nonché dalla relazione tecnica di aprile 2025 redatta da un professionista incaricato da una resistente. Va anche rilevato che, a seguito delle citate relazioni, il Comune di Alto Reno Terme aveva disposto limitazioni orarie con chiusura alle 24 dal lunedì al giovedì e la domenica, all’1 il venerdì e il sabato e chiusura del dehors alle 22, in attesa della realizzazione della chiusura/schermatura del dehors, che ad oggi risulta ancora non attuata. Risulta, dunque, sufficientemente provata la persistenza di immissioni sonore eccedenti la normale tollerabilità. La persistente violazione delle misure di riduzione delle immissioni sonore già imposte dal Comune conferma l’attualità del problema. Sussistono pertanto i presupposti per l’adozione di misure cautelari volte a contenere le immissioni entro limiti accettabili, posto che la mera reiterazione degli obblighi già imposti dall’amministrazione risulterebbe, in concreto, non sufficiente a eliminare il pregiudizio, stante la frequente violazione degli stessi".







