La pensionata Cecilia De Astis, uccisa a 71 anni; a destra, l’accampamento al Vigentino (ora smantellato) dove vivevano i minoriMilano – “Da un anno la vita è come raggelata. Non è facile andare avanti senza una persona così cara, soprattutto pensando al modo in cui se n’è andata: investita da un’auto con dentro quattro minorenni che nessuno ha saputo fermare prima. Ora, che la tragedia di mia madre serva affinché una cosa del genere non capiti più”.

Un anno fa Cecilia De Astis è stata uccisa a 71 anni da un’auto pirata con al volante un tredicenne, e a parlare è suo figlio Filippo Di Terlizzi mescolando la rabbia per la perdita alla dolcezza del ricordo. È mezzogiorno dell’11 agosto 2025 quando una Citroen Ds4 bianca, che poi si scoprirà essere stata rubata il giorno prima a quattro amici di Strasburgo in vacanza a Milano, sbanda dopo una curva in via Saponaro e prende in pieno la donna che sta camminando per rientrare a casa. Morirà poco dopo, al pronto soccorso del Niguarda.

Alla guida un 13enne

Dall’auto fuggono quattro ragazzini, immortalati dalle telecamere. Il giorno dopo, i baby pirati hanno un nome e un’età: il più grande, che era al volante secondo gli accertamenti, ha 13 anni, uno 12. E gli altri due, tra cui una ragazzina, appena 11. Due di loro sono figli della stessa madre, tutti sono nati in Italia da famiglie di origini bosniache e vivono in un accampamento rom di via Selvanesco, a poca distanza. Non sono imputabili perché hanno meno 14 anni.