Monza – Aumentano le possibilità di viaggiare e ormai anche i paradisi tropicali sono destinazioni sempre più frequentate. Allo stesso tempo, capita sempre più spesso di portare a casa assieme a foto spettacolari e souvenir bizzarri anche ricordi inattesi e sicuramente non graditi. Nomi come Dengue, Chikungunya o West Nile, che fino a pochi anni fa sembravano appartenere solo a geografie lontane e comunità distanti, stanno diventando sempre più comuni anche in Brianza e aumentano la loro presenza nei bollettini epidemiologici del nostro territorio. I report degli ultimi anni sulle malattie infettive di Ats Brianza fotografano un territorio che cambia e diventa più globalizzato anche sul fronte sanitario.
Più che triplicate
Tra il 2024 e il 2025 le arbovirosi, le malattie trasmesse attraverso le punture di zanzara, segnalate nel territorio brianzolo sono più che triplicate, un aumento che segue la tendenza in corso nella maggioranza dei Paesi europei e che presenta come solo fattore positivo il fatto che, finora, tutti i casi locali restano importati da viaggi all’estero e nessun contagio diretto è avvenuto in Brianza. Vuol dire che i vari virus tropicali portati a casa da viaggiatori punti da zanzare infette non si sono trasmessi alle zanzare locali e quindi non si sono potuti diffondere sul nostro territorio. Contro questo rischio è previsto che, alla segnalazione di un caso sospetto di un medico e al pronto soccorso, seguano azioni di bonifica ambientale per contrastare la proliferazione delle zanzare nella zona dove la persona probabilmente infettata ha soggiornato, che di solito equivale alla disinfestazione con insetticidi specifici di un’area di circa 200 metri attorno alla residenza del contagiato.








