Bogotà, 10 agosto 2026 – La tragedia si abbatte sulla Colombia, sconvolta da un terremoto di 7.4 gradi Richter e in stato di emergenza sanitaria e sociale. La scossa alle 7.24, le 14.24 italiane, nel Nord Ovest del Paese, distante dal confine col Venezuela dove il 24 giugno ci sono stati 6.125 morti. Il primo bilancio delle autorità di Bogotà, molto provvisorio, l’ha comunicato lo stesso presidente, Abelardo de la Espriella, che è stato nelle zone più colpite: 114 morti, molti dei quali bambini, 87 feriti e molti dispersi.

L’epicentro a San José del Palmar, nella regione del Choco, a una profondità di 96 chilometri. La sua potenza è stata tale che è stato avvertito distintamente non solo nella capitale Bogotà, distante circa 280 chilometri in linea d’aria, e a Calì, ma anche a Panama e a Quito, la capitale dell’Ecuador.

Le faglie interessate sono Nazca, Sudamericana e Caraibica. Alla stessa ora, scosse di oltre 3 gradi nella maggior parte delle isole della regione e una di 7.3 senza danni al largo del Messico. Numerosi i movimenti di assestamento, il più forte di 4,6 gradi alle 8,18 locali.

Farnesina: nessuna notizia di italiani coinvolti

L’Asse del Caffè, il territorio dove l’evento si è verificato, è piuttosto vasto e ci sono anche molti turisti. Ma al momento nessuna notizia di italiani coinvolti; l’Unità di Crisi della Farnesina è in stretto contatto con le autorità colombiane e con le nostre sedi diplomatiche nel Paese dove l’ambasciatore Giancarlo Curcio segue in prima persona i fatti.