Una conservatrice, l'altra socialista, ma unite dalla stessa visione su migranti e difesa dei «valori europei»: la storia dell'asse tra Giorgia Meloni e Mette Frederiksen
È notizia di stamattina la lettera congiunta firmata da Giorgia Meloni e dalla premier danese, Mette Frederiksen, ultimo capitolo di un asse tutto al femminile tra Italia e Danimarca. Guai, però, a considerarlo un sodalizio dell’ultima ora: il rapporto tra le due leader affonda infatti le radici nei primi mesi del governo Meloni. Un’intesa che, a prima vista, potrebbe sembrare tutt’altro che naturale vedendo, da una parte, una leader conservatrice e, dall’altra, una socialista. Nei fatti, però, due traiettorie che si sono avvicinate spesso quando si parla di controllo delle frontiere, asilo e rimpatri.
L’intesa tra Meloni e Frederiksen sui temi migratori
Il rapporto con Mette Frederiksen risale ai primi Consigli europei ai quali Meloni partecipò, a pochi mesi dal suo insediamento a Palazzo Chigi. La premier italiana arrivò a Bruxelles con una posizione già definita sul dossier migratorio, chiedendo maggiore corresponsabilità europea nella gestione dei flussi e soluzioni strutturali per ridurre la pressione sulle frontiere esterne. Il terreno comune con Frederiksen emerse rapidamente: la premier danese era infatti già impegnata nella ricerca di una politica migratoria più restrittiva, fondata sul rafforzamento dei rimpatri e sulla cooperazione con i Paesi terzi. La prima tappa pubblica del rapporto bilaterale arrivò poi nell’aprile 2023, quando Frederiksen venne a Roma per incontrare Meloni.










