Gomes, Ranucci e Lavitola alla presentazione del libro di Ranucci.
Trasferito in carcere Valter Lavitola ritenuto dagli inquirenti il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci con cui, secondo la gip, avrebbe voluto accrescere la popolarità e un possibile consenso elettorale del giornalista.
"Ogni attacco che ti fanno serve a farti crescere ulteriormente. Cerca di cogliere, altrimenti rischi la salute". Questo diceva Valter Lavitola al conduttore di Report quando quest'ultimo gli manifestava la stanchezza a seguito dei tanti attacchi rivolti verso il suo lavoro di giornalista e il suo programma. "Vogliono farti fuori dalla Rai? Faresti bingo! E fra due anni premier", aggiungeva riferendosi alle elezioni 2027.
Anche queste parole hanno contribuito a convincere la gip che ha disposto il trasferimento di Lavitola in carcere sul movente dell'attentato a Sigfrido Ranucci. Valter Lavitola lo avrebbe organizzato con il fine di "fare del bene" all'amico, che giudicava essere uno dei pochi papabili leader nel nostro Paese. Secondo la gip, Lavitola avrebbe organizzato l'attentato per aumentare la popolarità di Ranucci che, entro il prossimo anno, in tempo per le elezioni politiche, si sarebbe convertita in consensi elettorali. Arrestato anche il factotum Clesio Gomez Tavares, ritenuto l'intermediario fra Lavitola e il gruppo che ha eseguito l'attentato: irreperibile, da mesi si trova in Camerun e ha già fatto sapere che non è intenzionato a rientrare in Italia.










