Duemila anni fa Cinesi, Egizi, Maya, Greci e Romani aspettavano con ansia l’eclissi di Sole (che già sapevano prevedere) con riti scaramantici per scongiurare la collera degli dèi perché quell’evento, sconvolgente, era sicuramente un segnale nefasto, una punizione.
Le popolazioni norrene pensavano invece che durante l’eclissi, il Sole venisse divorato da due lupi e ci si “armava” per combattere i due predatori celesti facendo un gran chiasso con tamburi, corna e altri strumenti.
Ben altre emozioni, rispetto al senso di grande attesa e al fermento che accompagnano l’eclissi di Sole del prossimo 12 agosto. La prima che si vedrà in maniera totale in Europa dal 1999, anche se in Italia, si è già detto, il fenomeno sarà solo parziale e avverrà all’ora del tramonto.
Una mappa interattiva, sul sito eclipsemap.xyz, fornisce tutte le coordinate per vederla al meglio. «L’evento è raro anche se ci sono fenomeni ancora più eccezionali, per noi astronomi, come il passaggio di una cometa che può avvenire ogni centinaia di anni», racconta Silvia Galleti, astronoma che, tra le altre cose, cura la parte didattica dell’Osservatorio di Loiano, una delle due strutture dell’Osservatorio di astrofisica e scienza dello spazio di Bologna affiliato all’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica.







