Pubblicato il: 10/08/2026 – 18:05
CATANZARO Il Tar Calabria annulla l’interdittiva antimafia e, a cascata, fa cadere anche gli atti del Comune di Lavagno che avevano portato al recesso dai contratti per il nuovo polo scolastico. Al centro della decisione il controllo giudiziario concluso positivamente nel 2021: per i giudici amministrativi la Prefettura di Vibo Valentia non avrebbe adeguatamente considerato quell’esito e avrebbe riproposto, senza una nuova e completa valutazione, un quadro già utilizzato anni prima. Il verdetto è destinato a riaprire una vicenda amministrativa e contrattuale iniziata nel 2017 e arrivata fino al 2026.
La decisione del Tar
La Prima sezione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha accolto i due ricorsi presentati dalla Salerno Angelo Raffaele Costruzioni Generali, riuniti nel corso del procedimento. La sentenza, pronunciata dopo l’udienza pubblica del 22 giugno 2026, annulla l’informativa antimafia interdittiva numero 52375 del 23 dicembre 2022, emessa dalla Prefettura di Vibo Valentia, e dispone inoltre l’annullamento delle quattro determinazioni adottate nel luglio 2023 dal Comune di Lavagno, in provincia di Verona. Il collegio, presieduto da Gerardo Mastrandrea, con Arturo Levato relatore e Cristiano De Giovanni referendario, ha ritenuto fondata la censura relativa al difetto di istruttoria. Una precisazione importante accompagna però la decisione: l’annullamento avviene «salvo il riesercizio del potere amministrativo». La Prefettura, dunque, non viene privata della possibilità di effettuare una nuova valutazione, ma dovrà farlo alla luce dell’intero quadro istruttorio.






