Un violento terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia occidentale. Il sisma è stato registrato dal Servicio Geológico Colombiano (SGC) con epicentro localizzato nei pressi del municipio di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a una profondità di oltre 80 chilometri. La scossa ha provocato il crollo di molti edifici e le autorità locali parlano già di una ventina di vittime e di numerosi feriti, anche se il timore è che questo drammatico bilancio sia destinato ad aggravarsi con il passare delle ore e la ricerca di superstiti sotto le macerie. In particolare, c’è apprensione per dei bambini rimasti sotto le macerie di un ospedale che è venuto giù a Cali.
Il sisma è stato avvertito nitidamente nelle principali città del Paese, tra cui Bogotà, Cali, Medellín, Pereira e Manizales, provocando l'evacuazione immediata di abitazioni, uffici e centri commerciali. La scossa è stata percepita nitidamente anche oltre confine, in particolare in Ecuador e a Panama. Nelle aree più vicine all'epicentro si registrano crolli parziali e danni alle infrastrutture.
Di fronte all'emergenza, le autorità locali e nazionali si sono attivate tempestivamente. Il presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, ha dichiarato sui canali ufficiali istituzionali di aver assunto direttamente la gestione dell'emergenza, ordinando l'installazione di un Puesto de Mando Unificado (PMU) per coordinare i soccorsi. Contestualmente, la Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres (UNGRD) ha comunicato: «Manteniamo una costante comunicazione con le autorità territoriali e con gli enti del sistema nazionale per verificare l'entità dei danni e coordinare l'assistenza alle popolazioni colpite».










